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Realtà virtuale e nuovi Spazi Digitali: l’investimento del futuro

Nel mese di aprile, durante il picco iniziale delle infezioni da Covid-19, una moltitudine di giovani e non, ha partecipato al concerto virtuale del rapper Travis Scott, all’interno del videogioco Fortnite. Circa 12 milioni di persone hanno risposto alla chiamata per cantare canzoni di successo, ballare e persino acquistare merce, trasformando l’evento nello show virtuale più popolare di sempre.

Fortnite ha continuato a proporre il concerto sulla piattaforma nelle settimane successive, in modo da dare a tutti la possibilità di assistere alla performance e aprire la porta su un possibile scenario futuro. E’ stato il primo, forte segnale ad indicare che la pandemia avrebbe velocemente accelerato una tendenza già avviata da tempo: spostare gran parte della vita in rete.

fortnite realtà virtuale e nuovi spazi digitali

Gaming online, il settore non colpito dalla pandemia

I dati del gioco online sono aumentati vertiginosamente durante la quarantena. Nella prima metà del 2020 l’incremento delle vendite del 12% rispetto all’anno precedente (61,3 miliardi di dollari contro 54,6 miliardi di dollari), ha rilevato che i giovani hanno preferito i videogame ad altre forme di intrattenimento. Le ore trascorse su Twitch, la piattaforma streaming videoludica di proprietà di Amazon, sono aumentate in media del 123% rispetto al 2019 nel periodo da marzo a giugno.

I dati inoltre rilevano che gli utenti non hanno utilizzato i videogiochi solo come opzione di intrattenimento, ma soprattutto per partecipare a momenti comunitari e restare in contatto con i propri amici: ritrovare in sostanza nel mondo online emozioni ed esperienze perse nella vita reale.

Animal Crossing: New Horizons, il best seller di Nintendo, è stato teatro di diversi matrimoni virtuali e occasioni speciali, ricreati con i propri avatar in isole decorate a tema. Tra le storie più commuoventi, quella di una ragazza lauranda in medicina e pronta al matrimonio, costretta ad annullare entrambe le celebrazioni a causa del Coronavirus. Il fidanzato ha quindi pensato di ricreare il loro giorno speciale all’interno del videogioco alla presenza di tutti i loro amici.

Uno studio di SuperData del 2019 condotto su giocatori preadolescenti negli Stati Uniti ha evidenziato che uno dei motivi principali per cui i giovanissimi si intrattengono in realtà virtuali come Roblox, Minecraft e Fortnite, è quello di passare del tempo con gli amici dopo la scuola. Anche i personaggi del mondo dello spettacolo ne fanno largo uso: Selena Gomez e Brie Larson sono state intervistate all’interno del talk show Animal Talking, un’altra emanazione del videogioco Animal Crossing. Mentre il regista Christopher Nolan ha utilizzato Fortnite come piattaforma per far debuttare il trailer del suo nuovo film: Tenet.

Gaming marketing: una nuova era di opportunità

Gli esperti del Marketing sono convinti che la tendenza digital sia inarrestabile e destinata a crescere, anche quando torneremo agli eventi nel mondo reale. Proprio per questo suggeriscono ai brand, che prima raggiungevano i propri consumatori attraverso media fisici come cartelloni pubblicitari, gonfaloni e poster, di ricalibrare la comunicazione aziendale all’interno del mondo virtuale dei videogiochi. L’inserimento di marchi nei videogame presenta numerosi vantaggi:

  1. Più attenzione: Rispetto alla pubblicità tradizionale, quella virtuale offre la possibilità di catturare l’attenzione del consumatore più a lungo, e spesso a costi più bassi; essendo i videogiochi legati al divertimento e al coinvolgimento, la visualizzazione del giocatore sul monitor è attenta e costante.
  2. Più realismo: I marchi forniscono al mondo virtuale maggiore realismo, basti pensare alle divise sportive sponsorizzate da Adidas, Nike e Umbro nei videogiochi di calcio FIFA e Pro Evolution Soccer; le banane Dole in Super Monkey Balls; i cellulari Sony Ericsson in Splinter Cell.
  3. Più consapevolezza: Nonostante la scelta d’acquisto del videogioco non sià necessariamente legata al richiamo del marchio presente al suo interno, l’integrazione dei prodotti in contesti virtuali può persuadere l’utente, accrescendo consapevolezza e familiarità nei confronti del brand.
  4. Più misurabillità: Nel corso degli ultimi anni, l’advertising nei videogame è diventato maggiormente misurabile: se una volta gli advertiser potevano fare affidamento solamente sul numero di copie del gioco vendute e sulla media del tempo di utilizzo da parte dei giocatori per le valutazioni delle loro strategie, ora esistono sistemi di misurazione online che consentono di ottenere statistiche in tempo reale su come i giocatori interagiscono con i prodotti e le marche pubblicizzate.

Per capire la portata del fenomeno è interessante sottolineare il fatto che l’utilizzo del mondo virtuale non fa gola solo ai brand: i consulenti della comunicazione politica che hanno lavorato alla campagna presidenziale americana Biden-Harris hanno realizzato cartelli per i loro player-sostenitori cosicchè potessero esporli di fronte alle loro case all’interno del gioco Animal Crossing.

Non importa in quale modo si scelga di raggiungere i consumatori. Ciò che conta è sempre essere autentici e creativi. L’azienda dovrà prima di tutto capire la comunità di gioco all’interno della quale vuole inserirsi, dopodicchè dovrà darle l’attenzione che merita, valutando ogni aspetto e curando i dettagli. Solo così riuscirà ad attrarre gli utenti e avere successo in questa nuova normalità.

 

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Sabrina di Improove
Laurea in Mediazione linguistica e comunicazione interculturale, ho lavorato come giornalista a Roma prima di partire per il Medio Oriente. Dai paesi oggetto della mia indagine, ho pubblicato reportage di politica, cultura e costume per le principali testate italiane. Sono appassionata di letteratura.

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