Get In Touch
Milano - Pescara
email:
Phone: +39
Work Inquiries
candidature@impoorve.it
Phone: +39
© 2020, Improove
P.iva 02507250690 REA CH-184123

Marketing non significa pubblicità – Cos’è realmente?

  1. Cos’è il marketing?
  2. Un buon marketing crea fiducia
  3. Marketing oltre la pubblicità

Nell’immaginario comune, marketing e pubblicità vengono spesso associati alla stessa pratica. Utilizzate come parole intercambiabili tra loro, considerando l’una e l’altra come una sorta di “promozione” fine a sé stessa.

Gli esperti ipotizzavano un cambiamento di questo pensiero con la crescita dei social media. Queste nuove piattaforme infatti ci avrebbero salvato da annunci ridondanti, facendo comprendere la diversità dei due termini. Purtroppo non è stato così.

Il risultato è stato invece post che promuovono prodotti su ogni piattaforma social, blog a pagamento e pubblicità che si confonde a comunicazione. Lo sviluppo delle nuove tecnologie legate al modern marketing e all’automazione però, hanno portato seria convinzione che il marketing muterà per sempre (facendo davvero comprendere la distinzione con la pubblicità), riuscendo però a rimanere fedele a ciò che è veramente.

Marketing non significa pubblicità - Che cos'è il marketing?

Cos’è il marketing?

Secondo la American Marketing Association, in accordo con la definizione adottata dal 1985 e tuttora in vigore, il marketing è:

Il processo di pianificazione ed esecuzione della concezione, del pricing, della promozione e della distribuzione di merci, idee e servizi atti a creare scambi che soddisfino gli obbiettivi individuali ed organizzativi.

La pubblicità è quindi solamente una delle molteplici “discipline” del marketing. Una componente si fondamentale, ma che deve essere integrata ad una campagna completa e utilizzata come uno strumento per andare a perfezionare la campagna stessa.

Un buon marketing crea fiducia

Quando è stata l’ultima volta che ti sei fidato in primo impatto di un marchio a causa di uno spot pubblicitario? Può effettivamente succedere, ma i casi sono molto rari. In un certo senso, il marketing è alla base della fiducia e un buon marketing si deve basare su: conoscenza, essere risorse e fiducia. Cerchiamo di fare focus su ognuno degli elementi:

Conoscenza

Mark Schaeferr ha scritto un ottimo libro che parla dell’argomento, intitolato “Known”. È molto importante comprendere la necessità del farsi conoscere, ma non basta, lo è ancora di più definire come si vuole essere conosciuti. Basta pensare come gli influencer stessi saranno più portati a lavorare con marchi che sono facilmente riconoscibili, così come i clienti saranno portati ad avere relazioni con “nomi importanti”, in quanto un marchio conosciuto è sintomo di qualità e “tranquillità”.

Se però un brand non è facilmente riconoscibile, dove vengono ricercate le notizie fondamentali?

  • Social media;
  • E-mail e messaggi;
  • Persone (meno ora con il COVID);
  • Smartphone e computer;

È quindi significativo assicurarsi di avere una solida presenza sui social media e instaurare un buon rapporto con i follower. Quindi, con quali strumenti e procedure ci si può rendere facilmente essere riconoscibili?

Mantenendo una presenza online coerente insieme una comunicazione positiva, piena di risorse e rendendo sempre “fresca” la connessione con i clienti, l’obbiettivo di essere conosciuti sarà facilmente raggiungibile.

Certo la pubblicità può sicuramente aiutare per farti conoscere, ma la vera domanda rimane: attraverso cosa rimani nella mente delle persone? I contenuti personalizzati. Per essere davvero conosciuti è fondamentale riuscire a creare e distribuire annunci personalizzati.

Essere delle vere risorse utili

“Sii incessantemente focalizzato sul tuo cliente, non sulla tua azienda. Chiediti, in qualità di operatore di marketing, per quale attività i clienti mi ringraziano?”

Ann Handley, CCO di MarketingProfs

Questo perché impostare un marketing che renda il tuo cliente felice è la base per il successo. Molti dei professionisti purtroppo non prendono in considerazione questa variante e la loro preoccupazione numero uno rimane l’azienda. Non valutano al primo posto la considerazione del cliente.

Ma le persone ricordano quando le aiuti e sei dalla loro parte. Provano un senso di lealtà verso coloro che “erano li per loro” e questo vale anche e soprattutto per il marketing. Ad esempio, gli sforzi di marketing dovrebbero essere suddivisi: tra SEO e contenuti che il tuo pubblico può utilizzare e condividere.

È fondamentale in questo caso, parlare di contenuti di utilità. Rimane un elemento strutturale all’interno del content marketing. Ma cosa si intende per contenuto di utilità?

  • Video “how-to” (contenuti che illustrano come fare qualcosa);
  • Interviste con esperti contenenti suggerimenti utilizzabili;
  • Post che stimolano la riflessione e aiutano a risolvere problemi;
  • Strumenti (riferimenti a studi, eBook;
  • Newsjacking (cavalcare l’onda delle notizie di tendenza);

E questi rappresentano solamente alcuni degli elementi che delineano un profilo di contenuti di utilità. Elementi che aiutano ad essere presenti nel “momento del bisogno” per il tuo cliente. Quando diventi la loro risorsa di riferimento, crei fiducia.

Fiducia

La fiducia deriva dall’empatia. I tuoi clienti vogliono sapere che li capisci veramente, non solo dal punto di vista strettamente legato al “vendere qualcosa”, ma si aspettano che comprenderai chi sono. Quindi, chi sono davvero i tuoi clienti? Per riuscire a dare una risposta si può operare in due modi:

Il primo prevede di seguire un percorso per lo più molto semplice sviluppando alcune figure tipo che identifichino il cliente, una sorta di rappresentazione immaginaria di un cliente reale. Partendo da dati d’acquisto si tratterebbe di una profilazione per lo più approssimativa.

Il secondo, più specifico, prevede una vera profilazione del cliente reale. Questa profilazione avviene attraverso un processo definito “Buyer Persona”. Rappresenta un metodo più completo. Avviene attraverso una chiamata o un incontro (anche digitale) con un cliente, dove si dichiara apertamente di cercare di ottenere maggiori informazioni per la comprensione delle esigenze. È importante essere brevi e concisi, arrivando subito al punto. Si potrebbe procedere ponendo queste domande:

  • Motivazioni – cosa li ha spinti ad interagire con il brand iniziando questo “viaggio”?
  • Obbiettivi – cosa cercavano di ottenere? Era solo legato ad un prodotto o ad una esperienza?
  • Aspettative – come si immaginavano il “viaggio”? Ciò che si immaginavano dall’esperienza, ha rispettato le aspettative?
  • Comportamento – come hanno interagito con l’organizzazione? (di persona, attraverso un annuncio, sul sito web o sui social?) Qual era il loro stato d’animo rispetto all’esperienza?

Ascoltare i clienti che raccontano la propria esperienza aiuterà a cambiare mentalità. Se sarai in grado di capirli veramente, entrando in empatia con la loro situazione, allora ci sarà fiducia.

Marketing oltre la pubblicità

Seguendo questi piccoli consigli sarai in grado di creare campagne marketing che genereranno fiducia, invece di creare solo pubblicità che genera molto “rumore”. Attraverso questa fiducia che verrà generata dimostrerai di essere un’azienda che “aiuta nel momento del bisogno”.

Sarà il TUO marketing a delineare la figura dell’azienda sul mercato, determinerà se sarai conosciuto e soprattutto come verrai conosciuto. In conclusione, dipende tutto da te e dal tuo marketing.

 

Statistiche Digital Marketing B2b

lead generation guida inbound marketing b2b b2c per aziende

Author avatar
Andrea di Improove
Laureato in economia aziendale - comunicazione, marketing e new media, mi ritengo un appassionato di tecnologia (in tutte le sue sfaccettature) e adoro interessarmi di astronomia (ho la passione per tutto ciò che guarda all'universo come qualcosa da scoprire).

Post a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Send this to a friend