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Perché l’inbound marketing è la soluzione migliore per il tuo marketing strategico.

 

L’inbound marketing è la soluzione migliore per il tuo marketing strategico. La frase suona in maniera piuttosto difficile per chi non è un tecnico, ma il concetto è molto semplice. Facciamo un percorso insieme per scoprire i vantaggi di questa strategia di marketing? Pronti… partenza… via!

 

Step 1: cosa significa Inbound marketing?

 

Partiamo dall’inizio. La prima cosa che viene da chiedersi è: cos’è l’inbound marketing? Si tratta di una strategia di marketing digitale che capovolge il concetto di marketing tradizionale. Non è l’azienda che bersaglia i clienti con messaggi e contenuti, ma sono i clienti a cercare i contenuti dell’azienda.

O meglio, si tratta di anticipare le domande che l’utente del web si farà riguardo il business sector di pertinenza dell’azienda che attua la strategia: preparare dei contenuti per andare incontro alle sue esigenze e ottimizzarli per essere trovati nella ricerca. Questi contenuti sono spesso articoli di blog, ma anche social posts, webinar, video, content offer e pdf scaricabili.

 

Step 2: e che cos’è il marketing strategico?

 

La seconda domanda da porsi è: che vuol dire marketing strategico? Riprendiamo la definizione di GlossarioMarketing.It:“Il marketing strategico può essere definito come il processo attraverso il quale un’impresa determina la strategia competitiva più idonea al conseguimento dei propri obiettivi di medio-lungo termine”.

Ciò significa che l’inbound marketing va inserito all’interno di una strategia di marketing operativo pensata ad hoc secondo obiettivi linee guida specifiche, target e budget di un’azienda, mercato di riferimento, punti di forza e analisi dei bisogni. Se la tattica è un piano d’attacco nel lungo periodo, creare una strategia vuol dire avere un occhio lungimirante sui benefici del proprio piano marketing mix nel tempo ed avere un vantaggio competitivo.

 

Step 3: perché scegliere l’inbound marketing?

 

Oggi è difficile ottenere l’attenzione di un potenziale cliente con messaggi, mail, banner. L’utente del web è così abituato alla pubblicità da aver trovato strategie di difesa quasi automatiche: l’occhio non cade più sui banner, i pop up sono percepiti come un fastidio.

Fare Inbound, invece, è come vendere ombrelli quando scoppia l’acquazzone, o avere una trattoria in pieno centro la domenica a ora di pranzo. È il cliente che viene a cercarti. Certo, l’acquisizione del cliente avviene per step in base ad una pianificazione strategica e non è immediata, ma un piano di web marketing strategico che contempli l’inbound può aiutare l’azienda a farsi conoscere e, a mano a mano, a convertire i visitatori in clienti.

 

Step 4: chi può aiutare un’azienda nel piano marketing inbound strategico?

 

Una delle piattaforme più utilizzate e funzionali di Inbound marketing è Hubspot. Questo software consente di gestire il marketing strategico, le vendite e i servizi, per fare crescere il business rispettando – anzi, andando incontro – alle esigenze del cliente.

HubSpot offre sostanzialmente tre piattaforme. La prima, per la gestione del marketing, la seconda per le vendite e la terza per i servizi ai clienti. HubSpot si serve di partner in tutto il mondo. Si tratta di web agency o consulenti di vendita approvati dalla piattaforma, in grado di aiutare le aziende clienti nelle strategie di marketing con un focus particolare verso l’inbound marketing.

Un partner HubSpot è in grado di offrire servizi di Brand e Social media management, web design, creazione di contenuti, e-mail marketing, ottimizzazione di siti web e vendite.

 

 Step 5: cosa si ottiene con una strategia inbound per fasi?

 

Mettere su una strategia di marketing inbound per fasi vuol dire sostanzialmente questo: si studia una campagna, si divide per fasi con obiettivi di acquisizione di clienti via via più specifici. Poi si preparano i contenuti, si ottimizzano e si ottiene più traffico sul sito web, che si trasforma poi in nuovi contatti e infine in nuovi clienti.

Nella prima fase si possono incentivare i nuovi visitatori del sito aziendale a lasciare un contatto in cambio di un premio: la newsletter? Un approfondimento sul tema? Un piccolo buono spesa? Questi nuovi contatti imboccano la strada del funnel verso l’azienda.

Ora che i contatti sono in viaggio verso l’azienda, si passa alla fase 2. Si possono a questo punto creare contenuti più interessanti e anche più specifici: gli utenti che hanno seguito i contenuti della fase 1, sono interessati agli argomenti che l’azienda affronta. Si può osare di più. Anche qui, alla fine occorre una call to action volta a fidelizzare il contatto e portarlo su una landing page nella quale l’azienda può farsi conoscere meglio  o offrire un determinato contenuto.

È quasi fatta: nella fase tre i contenuti possono essere ancora più specifici. Il funnel si fa più stretto e molti degli utenti iniziali si sono persi nel web: è un meccanismo fisiologico. Ma una buona scelta di contenuti nell’ultima fase può culminare, per esempio, con una consulenza, una call, una proposta di vendita, un preventivo.

Infine, il gioco passa nelle mani dell’azienda che saprà fornire il servizio di qualità che il nuovo potenziale cliente sta cercando con tanto interesse. Fatto questo, l’utente iniziale sarà convertito in cliente finale.

 

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