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Web Marketing Festival, sotto la dura corteccia della tecnologia ci sono i valori.

 

Eccoci qui, di rientro dopo un week end romagnolo più che produttivo e soprattutto stimolante, che oltre che a tante (tantissime) piadine ci ha regalato una vastissima gamma di emozioni da portare a casa e mettere in vaso, ché con un po’ d’acqua e tanta creatività- si sa- escono i fiori più belli.

Partito con tanta energia e positività per questo incontro nazionale, lo staff di Improove al completo si è equipaggiato di lucidità mentale (le lezioni delle ore centrali pennichelliane possono rivelarsi davvero impegnative ), sostegno familiare (si sa, gli affetti sono il vero motore creativo) e una marea di appunti da conservare.

Cosa abbiamo visto?

 

Andiamo al dunque. Chi abbiamo avuto il privilegio di conoscere?

Una marea di creativi provenienti da tutta Italia si è districata fra stand affollati e appuntamenti tecno-solidali nella sala plenaria (interventi come quelli di SaveTheChildren o il Centro Euro-mediterraneo sui Cambiamenti Climatici sono stati illuminanti) . Vi spiego meglio: le aziende presenti erano molteplici, da colossi come Google, Microsoft o SeoZoom fino ad aree innovative come quella della smart ideas o dell’Intelligenza Artificiale (sempre più vicina al nostro futuro) . E poi le startup, tantissime startup, con i loro relativi contest, nei quali a contendersi la vittoria c’erano delle vere e proprie rivoluzioni digitali.

 

webmarketingfestival - improove

 

Chi abbiamo ascoltato?

 

Formazione, formazione e ancora formazione! Il motivo principale del nostro interesse e lo stimolo più grande per i digital addicted come noi.

Ci sono stati speaker del calibro di Alessandro Nardone per la sessione Digital Journalism, o di Luca La Mesa per il brand, ma anche la simpaticissima Valentina Falcinelli di Pennamontata, Giuliano Ambrosio (meglio conosciuto come juliusdesign) di AQuest per il Content Strategy e tanti tantissimi speech di elevato spessore e di grande motivazione, prendiamo le ragazze di Gazduna con i loro esempi hot o l’egregio Paolo Iabichino di Ogilvy & Mather con il suo The Olympic Brands.

 

 

 

In sintesi, cosa abbiamo imparato?

 

La tecnologia appare nella sua forma essenziale e pratica un accessorio arido e distaccato dal nostro tessuto sociale. I suoi strumenti e le sue continue evoluzioni hanno creato in noi l’idea preconfenzionata -e distortache a servirsene ci sia qualcosa di male, di futurista, di sterile, di opposto rispetto al caldo e rassicurante tocco dei metodi tradizionali. Senza considerare che lo stesso termine marketing, già di per sè, non aiuta affatto con l’alone di danaro e furbizia che crea tutt’intorno.

Ma invece, quale conferma abbiamo trovato fra quei banchi famelici di strategie e tecniche efficaci?

Che al di sotto della dura corteccia di un mondo che si mostra freddo e distaccato c’è un unico grande comune interesse ed è quello di scovare, far emergere, raccontare i valori che contraddistinguono le attività che ognuno di noi ogni giorno porta avanti.

Perché, diciamoci la verità, il nostro mestiere aiuta il prossimo in un’operazione intensa e radicale di definizione d’identità, con i suoi limiti e i suoi obiettivi, ma anche con i suoi bisogni e le esigenze del suo target. A trovarsi, o a ritrovarsi, a comprendersi meglio, a capire meglio i propri visitatori e -cosa fondamentale- a comunicare con il proprio pubblico.

Qualunque sia la tua mission e da qualunque luogo tu sia partito, noi ti aiuteremo a identificare la tua vera essenza, a comprendere e valorizzare ciò che ti contraddistingue, ad essere in atto ciò che sei potenzialmente. Perché questo fa il marketing e questo fa un professionista, e noi non vediamo l’ora di farlo per te.

 

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