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Disruption Digitale: novità e cambiamenti in un “futuro” già presente

La disruption digitale è uno dei cambiamenti che ha mutato più radicalmente il nostro modo di vivere e anche, naturalmente, di fare business. Eppure, ancora oggi molte aziende hanno paura del cambiamento e questo non è solo – ma in parte lo è anche – un problema generazionale.

Cambiamento, innovazione e creatività vanno di pari passo, ma spesso sono concetti che, pur essendo affascinanti, riescono a farci vacillare. Perché? La ragione è che il cambiamento è sinonimo di incertezza, nell’opinione pubblica. E ciò può essere vero, ma uscire dalla comfort zone, a volte, è necessario per mettersi in gioco – e stare al passo coi tempi, che corrono rapidissimi.

Creatività, innovazione e cambiamento sono anche termini di cui spesso le aziende fanno uso per arricchire la loro lista di valori e accrescerla con un’aura quasi magica. Eppure, alcuni studi scientifici hanno addirittura dimostrato che alcune persone associano alle parole “creatività” e “innovazione” un senso di nausea, dato dal “brivido dell’incertezza” che vi è legato.

disruption digitale

Jennifer Mueller, professoressa di Management all’Università di San Diego e autrice principale di un documento datato 2012, sulla disruption digitale, con un appunto sul pregiudizio contro la creatività, ha sottolineato che le persone hanno “una convinzione implicita che lo status quo sia sicuro”. Nonostante spesso ci sia bisogno di mettere in campo una strategia creativa, all’interno delle logiche di marketing di un’azienda, il manager medio di solito preferisce rifarsi a metriche di un paradigma preesistente, senza dover fare alcun salto nel vuoto.

In che modo la paura del cambiamento influenza il contesto aziendale?

L’avversione al cambiamento e all’innovazione in un’azienda può diffondersi proprio a macchia d’olio e radicarsi in ogni ambito: il cambiamento può dunque limitare l’inclusione sociale, per esempio influenzare l’assunzione di un certo tipo di candidati rispetto ad altri, oppure la creazione di una nuova tipologia di prodotto da immettere sul mercato, persino il tipo di target a cui ci si vuole rivolgere.

Il colmo, si potrebbe dire, è che i mercati invece cambiano e lo fanno di continuo: la tecnologia tiene le redini e guida il gioco, i concorrenti sbucano “come funghi” dal terreno e le aziende devono partecipare a una corsa all’ultima tendenza, all’ultima “novità.

Affinché un’azienda possa adattarsi ai continui e spesso repentini (nonché sorprendenti) cambiamenti del mercato e delle preferenze dei clienti, le ri-articolazioni di elementi quali la vision, la mission e i valori fondamentali di un brand, così come il suo posizionamento e la sua identity vanno considerate prioritarie, anche in ottica di innovazione.

In un’azienda il cambiamento deve avere un faccia a faccia con diverse personalità: pensiamo ai dipendenti, che spesso sono poco inclini ai cambiamenti in quanto percepiti come una minaccia al loro equilibrio lavorativo all’interno del sistema aziendale. I manager stessi, comunque, si dividono tra quelli sempre entusiasti delle novità e delle ultime tendenze e quelli che ancora “per il B2B l’e-commerce è inutile”.

In ogni caso, il vero portavoce dell’innovazione in un’azienda dovrebbe sempre essere il CEO: a lui spetta il compito, quale leader carismatico (si suppone) e preparato, di spiegare a tutte le persone che fanno parte del proprio business l’importanza di adottare le novità e di prendere strade ancora mai intraprese, piuttosto che quelle già battute in passato.

Sul cambiamento, in pratica, va fatta vera e propria formazione aziendale, ma non solo: molti manager optano anche per la concessione di premi ai dipendenti che si mostrano più proattivi al riguardo. Quando si fa innovazione (disruption digitale), in un’azienda, occorre sinergia: marketing e risorse umane devono lavorare a stretto contatto, tenendo conto dei feedback e delle esigenze dei propri dipendenti – si tratta, ancora una volta, di badare alle metriche, dunque. I sondaggi, comunque, attestano che circa il 25% dei dipendenti di una azienda X è restio ai cambiamenti: la cooperazione dei manager, delle risorse umane e la formazione che verrà fatta hanno lo scopo di abbattere al minimo questa percentuale.

Quali sono le principali innovazioni a cui può andare incontro un’azienda?

 Quasi tutti i grandi cambiamenti che le aziende di oggi sono chiamate a fare per stare al passo coi tempi e battere la concorrenza sono legati a una parola: tecnologia.

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La Redazione Improove è composto da giornalisti, copywriter, digital strategist e marketing specialist e/o da collaboratori che ci inviano in maniera spontanea i loro articoli.

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