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Mobile Experience: 3 spunti per dare ai tuoi clienti ciò che cercano e fidelizzarli.

 

Mobile Experience, basta scuse: è tempo di pensare mobile first anche in campo eCommerce. Questo è ciò che evidenzia in questo articolo Matt Bush, Country Director di Google UK (Tratto da “When it comes to mobile, it’s time to stop making excuses” di Think With Google).

La posta in gioco sui dispositivi mobili è più alta che mai.

Oltre il 40% delle persone preferisce completare l’intero processo di acquisto su dispositivi mobili, dalla fase di ricerca a quella di acquisto vero e proprio.

Ma le conversioni da dispositivi mobili sono ancora inferiori a quelle desktop.

Non è perché le persone non vogliono acquistare sul cellulare.

Non è a causa delle dimensioni dello schermo più piccole.

È perché la user experience da mobile è scadente.

Tempi di caricamento lenti, campi da compilare lunghi e esperienze d’uso scarne stanno lasciando nelle persone un grande senso di frustrazione. Le persone chiedono migliori esperienze sui loro smartphone: vogliono completare le transazioni senza punti di attrito. Ciò significa che i brand che vogliono rimanere competitivi hanno bisogno di fare della mobile experience una loro priorità.

Ecco tre fattori da considerare quando valuti l’esperienza d’uso mobile dell’utente (mobile user) sul tuo sito:

1. Ogni secondo

 

Le aspettative legate ad esperienze d’uso mobili più veloci sono in aumento e le aziende dovrebbero prenderne nota il prima possibile. Gli addetti al marketing sono concentrati ad implementare campagne di marketing basate sui dati, ma spesso non riescono ad emergere perché le persone non riescono a trovare velocemente ciò che vogliono.

In media, occorrono 15,3 secondi per caricare completamente una pagina mobile. E poiché la tecnologia consente esperienze più veloci, la disponibilità delle persone ad attendere è sempre più in calo. Stanno passando da “Chi lo fa meglio?” A “Chi lo fa meglio, adesso?”

Spesso quando si parla di velocità dei siti web, gli imprenditori credono sia solo un problema degli sviluppatori, qualcosa di cui “qualcun altro” dovrebbe preoccuparsi. Ma la velocità del tuo sito può avere un impatto significativo sulla tua attività. Nella vendita al dettaglio, abbiamo riscontrato che un secondo di ritardo nei tempi di caricamento delle pagine può influire sulle conversioni dai dispositivi mobili fino al 20%.

Dedichiamo molto tempo all’ottimizzazione dei nostri annunci e all’esperienza degli utenti prima ancora che arrivino al nostro sito, ma poi perdiamo terreno sulle conversioni da dispositivo mobile a causa del caricamento troppo lento.

È giunto il momento di essere meticolosi nel rosicchiare secondi dalle esperienze mobili.

2. Ogni passo

 

Le persone si aspettano un’esperienza coerente e senza interruzioni in tutte le interazioni che hanno con un brand. Non vedono il tuo sito desktop, il tuo sito mobile, le tue app o il tuo negozio fisico separatamente. Non c’è più nessun barriera tra offline e online. Siamo entrati in un mondo senza barriere.

Domino’s è un ottimo esempio di un marchio che ha esaminato attentamente ogni fase del processo di ordinazione e vi ha trovato ampi margini di miglioramento. Cinque anni fa erano necessari più di 25 passaggi per effettuare un ordine online da Domino’s. Oggi, ne bastano solo 5 (o anche meno).

Le persone possono utilizzare il sito o l’app per dispositivi mobili, rivolgersi all’assistente di Google o persino inviare un’emoji della pizza tramite i social media. Attualmente ci sono più di 15 modi diversi per ordinare la pizza di Domino’s senza ricorrere ad alcun contatto umano.

L’attenzione di Domino’s su ogni singolo passaggio ha dato i suoi frutti. Oltre il 60% dei suoi ordini viene ora effettuato online, dei quali più della metà tramite dispositivi mobili.

3. Ogni utente

 

Le persone si aspettano che i marchi forniscano loro esperienze rilevanti. Ma spesso i brand non investono in mobile experience customizzate, perché non possono quantificarne il ritorno sul loro investimento.

Anche se, il 90% delle organizzazioni che investono in esperienze di consumo personalizzate sono d’accordo sul fatto che queste contribuiscano in modo significativo ad aumentare la redditività aziendale. La personalizzazione non è una caratteristica del modo di operare di una specifica azienda, è una strategia che ogni azienda invece dovrebbe adottare.

Ecco l’esempio pratico di Hyundai: se un acquirente si trova nelle prime fasi del processo di acquisto dell’auto, viene indirizzato ad una pagina che confronta i modelli, le caratteristiche chiave come il prezzo, gli interni e le tecnologie integrate. Se un acquirente è invece già interessato a una marca e modello specifici, Hyundai lo indirizza direttamente ad un elenco di concessionari nelle vicinanze.

 

Ogni secondo, ogni passo, ogni utente: queste sono le considerazioni chiave da tenere bene a mente per ogni brand che cerca di creare ecosistemi mobili che entrino in contatto con i consumatori di oggi. Questa è l’era d’oro della mobile experience. Qualsiasi offerta che non preveda un’esperienza d’uso istantanea e senza sforzo, sarà semplicemente vana.

E la tua mobile experience com’è? Faccelo sapere…

 

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