Come aprire un E-commerce. Guida pratica per iniziare bene

aprire un e-commerce
Come aprire un e-commerce

Aiutare gli altri ad aprire un e-commerce, è qualcosa che abbiamo sempre amato fare. ❤

Stanchi di guardare tante aziende, piccole imprese lottare per aprire un e-commerce, preventivi senza senso e budget bruciati, abbiamo messo insieme questa guida per assicurarti un percorso fluido per la tua attività di e-commerce.

  1. Cos’è l’Ecommerce?
  2. Quando è nato l’E-commerce?
  3. Tipi di (Merchants) E-commerce
  4. Classificare gli E-commerce in base a ciò che vendono
  5. Classificare gli E-commerce in base a Modelli di Business
  6. Piattaforme per aprire un E-Commerce – I CMS
  7. Online Storefront – Vetrine Online
  8. Online Marketplaces
  9. Aprire un e-commerce per una Nicchia
  10. Le Buyer Personas per E-commerce
  11. Marchi, loghi, burocrazia e adempimenti fiscali
  12. Quindi, come aprire un E-commerce?
  13. Marketing Automation per aprire un E-commerce
  14. I Chatbot
  15. I Tools per monitorare i risultati
  16. Le Newsletter per vendere di più
  17. Il Content Marketing per l’E-commerce
  18. Conclusione: Occhio agli stronzi!

 

Ci sono voluti anni per imparare e osservare tutto quello che è incluso in questo articolo. Utilizza queste informazioni per configurare il tuo percorso, su come aprire il tuo negozio di e-commerce, proteggerti legalmente, commercializzare e vendere il tuo prodotto.

Non c’è niente di più gratificante che avviare un’attività dal nulla e vederla crescere. La costruisci da solo e nessuno può farlo meglio di te. Chi scrive ne sa qualcosa.

“Infatti questa guida, non è pensata per fare impression e visualizzazioni per inserirvi le ADS di Google di remarketing.” Qui ti diamo molta concretezza!

Quindi, hai deciso di tuffarti in questa nuova avventura ma non sai come aprire un e-commerce e come fare per farti conoscere dai clienti? Niente paura. Con quest’articolo: stiamo per darti una panoramica approfondita di tutto quello che c’è da sapere per aprire un negozio on-line.

vendite al dettaglio in tutto il mondo aprire un e-commerce
Guida su come aprire un e-commerce – Vendite al dettaglio in tutto il mondo 2014 -2021

Prendi carta e penna: iniziamo a conoscere alcuni ferri del mestiere che permetteranno agli utenti di conoscere attività commerciali come la tua nel mondo del commercio elettronico, ma prima rispondiamo a:

 

Cos’è l’e-commerce?

 

L’e-commerce si riferisce alle transazioni commerciali condotte online. Letteralmente tradotto: “commercio elettronico“. Ciò significa che ogni volta che acquisti e vendi qualcosa utilizzando Internet, sei coinvolto in un processo di e-commerce.

Oppure:

Partiamo dalla definizione affidabile di Treccani: “Transazione e scambio commerciali di servizi e beni effettuati tramite l’impiego della tecnologia  informatica e delle telecomunicazioni (…)”. L’e-commerce, quindi, che è letteralmente il commercio elettronico, è un vero e proprio mercato virtuale, nel quale avvengono azioni di vendita e acquisto. Si possono vendere viaggi, magliette, broccoli, gioielli e prodotti intellettuali: e-commerce è tutto questo.

In questi anni è stato chiamato nei modi più disparati: commercio elettronico, negozio virtuale, negozio online, shop online, store online e via dicendo. Se ne manca qualcuno faccelo sapere.

 

Quando è nato l’E-commerce?

 

Era l’11 agosto del 1994 quando verso le ore 12:00, Phil Brandenberger di Filadelfia si collegò con il suo computer e usò la sua carta di credito per acquistare “Ten Summoners ‘Tales” di Sting per $ 12,48 più spese di spedizione.

Oggi potrebbe non sembrarti eccitante quello che hai appena letto, ma a quel tempo, si scrisse la storia. Perché? Perché era la prima volta che la tecnologia di crittografia (o criptografia: un metodo per rendere un messaggio “offuscato” in modo da risultare incomprensibile / intellegibile a persone non autorizzate a farlo) veniva utilizzata per consentire un acquisto su Internet. Molti considerano quel momento come la prima “vera” transazione dell’e-commerce.

Inutile dire che da allora l’e-commerce è cresciuto a passi da gigante. BigCommerce afferma che l’e-commerce sta crescendo del 23% su base annua e, secondo eMarkerter, le vendite globali di e-commerce raggiungeranno i 27 mila miliardi di dollari nel 2020. Pensa che si tratta solo di statistiche per il settore del commercio al dettaglio.

Hai l’acquolina in gola, vero? Senti già che puoi crescere e li fuori c’è un mercato che aspetta i tuoi prodotti o servizi. Per questo motivo per fare affari online, devi conoscere i dettagli del settore dell’e-commerce.

Ed è esattamente a questo che serve questa guida. In questa risorsa, diamo uno sguardo approfondito al settore dell’e-commerce: come è nato, quali tipi di Merchants ci sono là fuori e quali piattaforme consentono di vendere online. faremo anche un breve giro di importanti storie di successo su come aprire un e-commerce e vari flop per darti un’idea migliore di ciò che serve per avere successo in questo settore.

Che tu sia qualcuno che vuole aprire un sito di e-commerce o stai già gestendo un negozio online e desideri approfondire di più sul settore, troverai molto contenuto in questa guida.

 

Tipi di (Merchants) E-commerce

 

Esistono molti modi per classificare i siti Web di e-commerce. Possono essere classificati in base ai prodotti o servizi che vendono, con cui effettuano transazioni o persino alle piattaforme su cui operano.

Sotto, esamineremo tutti e tre gli aspetti per darti un quadro chiaro di quali tipi di siti di e-commerce sono disponibili.

 

Classificare gli e-commerce in base a ciò che vendono

 

Cominciamo con i prodotti e i servizi generalmente venduti online. Di seguito è riportato un elenco di merchants e-commerce in base a ciò che vendono.

 

#1. Negozi che vendono beni fisici

 

Questi sono i classici rivenditori online. Possono includere negozi di abbigliamento, articoli per casa, negozi di articoli da regalo, libri, elettronica solo per citarne alcuni. I negozi che vendono beni fisici mettono in mostra gli articoli online e consentono agli acquirenti di aggiungere ciò che preferiscono nei loro carrelli virtuali.

Una volta completata la transazione, il negozio in genere spedisce gli ordini all’acquirente. Sempre più crescente il numero di rivenditori che sta implementando iniziative come il ritiro in negozio.

Occhio che verrebbe da pensare al più famoso Amazon, ma esso non è tra questi!

 

#2. E-Commerce basati su servizi di E-tailer

 

La definizione di “e-tailer” è un negozio o un individuo che fa affari solo o principalmente su Internet. Amazon.com è un esempio di e-tailer.

Certo adesso sta implementando anche off-line, ma esso nasce principalmente come e-tailer.

Anche i servizi possono anche essere acquistati e venduti online. Consulenti, trainer e liberi professionisti online sono di solito quelli che vendono tramite  l’e-commerce. Prendi per esempio, la SEO, un consulente SEO potrebbe vendere benissimo un servizio e-tailer.

Il processo di acquisto dei servizi dipende dal commerciante. Alcuni potrebbero consentirti di acquistare i loro servizi immediatamente dal loro sito Web o piattaforma. Un esempio di ciò viene da Fiverr.com, un mercato indipendente.

Le persone che desiderano acquistare servizi da Fiverr devono effettuare un ordine sul sito Web prima che il venditore fornisca i propri servizi.

 

#3. Prodotti digitali

 

L’e-commerce è, per sua natura, altamente digitale, quindi non sorprenderti che molti commercianti vendano “e-goods” online.

Cosa sono gli e-goods? Prodotti che puoi acquistare su Internet e scaricare direttamente. Tipi comuni di prodotti digitali includono e-book, corsi online, software, grafica e beni virtuali. Chi più ne ha, più ne metta.

Esempi di commercianti che vendono prodotti digitali sono Shutterstock (un sito che vende foto di stock), Udemy (una piattaforma per corsi online) e Slack (una società che fornisce messaggistica in tempo reale, archiviazione e ricerca di team).

 

Classificazione degli E-commerce in base a Modelli di Business

 

Un altro modo efficace per classificare i siti di e-commerce? Osservare le parti che partecipano alla transazione. Questi di solito sono:

#1. Business to Consumer (B2C) – Le transazioni avvengono tra aziende e consumatori. Nell’E-commerce B2C, le imprese vendono prodotti o servizi agli utenti finali (ovvero i consumatori).

La vendita al dettaglio online funziona in genere su un modello B2C. I rivenditori con negozi online come Eataly , Yoox e IKEA sono tutti esempi di aziende che si occupano di e-commerce B2C.

#2. Business to Business (B2B) – Come afferma il nome stesso, l’e-commerce B2B riguarda le transazioni condotte tra due aziende. Qualsiasi azienda i cui clienti sono altre aziende operano su un modello B2B.

Esempi includono software di contabilità online per le piccole imprese, aziende di elaborazione dei salari e Sumup, una soluzione di pagamento per le PMI.

#3. Consumer to Business (C2B) – Il commercio elettronico tra consumatori si verifica quando un consumatore vende o contribuisce al valore monetario di un’azienda. Molte campagne di crowdsourcing rientrano nell’e-commerce C2B.

Mamacrowd rientra tra questi nella nostra penisola

#4. Consumer to Consumer (C2C) – Come avrai intuito, l’e-commerce C2C si verifica quando qualcosa viene acquistato e venduto tra due consumatori. C2C si svolge comunemente su mercati online come eBay , in cui un individuo vende un prodotto o un servizio a un altro.

#5. Government to Business (G2B) : le transazioni G2B avvengono quando un’azienda paga beni, servizi o commissioni governative online. Esempi potrebbero essere un’azienda che paga le tasse usando Internet.

#6. Business to Government (B2G) – Quando un’entità governativa utilizza Internet per acquistare beni o servizi da un’azienda, la transazione potrebbe rientrare nel commercio elettronico B2G.

Supponiamo che il comune di una città assuma un’azienda di web design per aggiornare il suo sito Web. Anche tutti i siti istituzionali dello stato rientrano tra questi.

Questo tipo di accordo può essere considerato una forma di B2G.

#7. Consumer to Government (G2C) – I consumatori possono anche impegnarsi nell’e-commerce B2C. Le persone che pagano pedaggi per il traffico o che pagano i rinnovi delle immatricolazioni online possono rientrare in questa categoria.

 

Piattaforme per aprire un e-commerce

 

Abbiamo parlato dei vari tipi di transazioni e-commerce sul Web, nonché dei prodotti e servizi venduti online. Ma dove e come avvengono queste transazioni? Risposta: molto varia. In questa sezione, faremo luce su alcune delle piattaforme più comuni su cui avviene l’e-commerce.

 

Online Storefront – Vetrine online

 

I CMS per aprire un e-commerce – CMS sta per Customer Management System. Esistono CMS specifici per l’e-commerce e CMS generalmente usati per la realizzazione del sito che però con appositi plug-in funzionano bene anche nel management degli shop online.

Questi strumenti corrispondono alle pareti e alle attrezzature del negozio: il bancone, gli stand, gli scaffali, la vetrina.

Il CMS ti consente di dare vita al tuo negozio virtuale, creando gli spazi e i sistemi di gestione per ottimizzare l’esperienza dei clienti nel tuo shop. Vale quindi la pena dedicare del tempo alla scelta del CMS prima di aprire l’e-commerce, proprio come lo dedicheresti all’arredo e all’attrezzatura di un negozio fisico.

Uso e distribuzione dei CMS per E-commerce in Italia
Uso e distribuzione dei CMS per E-commerce in Italia

Avere un negozio online è uno dei modi più semplici per condurre l’e-commerce. Il commerciante crea un sito Web e lo utilizza per vendere prodotti e servizi utilizzando carrelli della spesa e soluzioni di e-commerce.

La soluzione “giusta” dipenderà dal Merchants e dai suoi prodotti. Di seguito è riportato un elenco di alcune delle principali piattaforme di e-commerce. Dai un’occhiata per farti una prima idea.

Zencart: Che nessuno ce ne voglia, ma purtroppo nel nostro paese siamo alle solite. Una percentuale consistente per Zencart, come hai letto sopra ha dell’incredibile.

Da quello che abbiamo notato pare essere scelto da chi si è tuffato nell’E-commerce tanto per e senza un piano strategico.

Zencart è free e appare abbastanza datato per l’E-commerce di oggi, la prima cosa cha abbiamo cercato sul loro sito è il supporto. È open source, quindi potete pregare se qualcosa dovesse servirvi.

Per come si sta evolvendo il mercato, prenderlo in considerazione è un grande rischio, visto che ad oggi, quando vi scriviamo l’ultima versione italiana risale al 2018! (Vers. 1.5.5.e-FE del 21.12.2018 – è basata sulla 1.5.5e U.S.A. che rimpiazza la precedente 1.5.5 (31.12.2016)) 🤔

La nostra triade preferita:

❤ #1 – Prestashop:

Soluzione popolare nella nostra penisola, offre una varietà si personalizzazioni infinite, nonché una comunità attiva di sviluppatori. Si adatta perfettamente all’ecosistema delle aziende italiane. Il CMS è completamente free, ma avrai bisogno di solide competenze per avviare uno store in Prestashop.

❤ #2 – Magento:

Considerato da molti come una delle soluzioni di e-commerce più flessibili sul mercato, Magento offre potenti funzionalità già pronte per l’uso. Offre ai commercianti la possibilità di personalizzare quasi tutti gli aspetti e funzionalità del loro negozio di e-commerce in completa libertà.

Magento ha anche una comunità attiva di esperti, sviluppatori e agenzie che consente ai merchants di connettersi facilmente con gli altri se hanno bisogno di supporto.

E se hai bisogno di estendere ulteriormente la funzionalità di Magento, puoi sempre utilizzare i componenti aggiuntivi per migliorare il tuo sito.

Un contro di Magento, sono gli elevati costi di gestione e sviluppo, il che lo rende non adatto a tutte le aziende o a chi voglia vendere online.

Da qualche tempo è stata acquisita dall’Adobe!

❤ #3 – WooCommerce:

WooCommerce è una piattaforma di e-commerce open source per WordPress. Viene fornito con funzionalità standard come analisi e reportistica, opzioni di spedizione e funzionalità ottimizzate per i dispositivi mobili.

Costruito appositamente per WordPress, WooCommerce si collega perfettamente alla piattaforma.

Questo lo rende una scelta molto interessante per gli utenti WP esistenti. WooCommerce è altamente estensibile e molto adatto agli sviluppatori, offrendo cose come endpoint AJAX personalizzati, sistemi Webhook e altro ancora.

Shopify: una scelta popolare tra molte PMI, Shopify ha funzionalità che ti consentono di vendere online, sui social media e di persona.

Consente ai commercianti di creare e personalizzare il proprio sito di e-commerce attraverso interfacce e modelli di facile utilizzo. E ha funzionalità come la gestione dell’inventario, i rapporti, i pulsanti di acquisto e altro ancora. Ha anche funzionalità di vendita social per coloro che sono attivi su siti come Facebook e Pinterest.

Shopify è completamente ospitato sui loro server, il che significa che i commercianti non dovranno preoccuparsi di mantenere la piattaforma o utilizzare i loro server. Ma sarai sicuramente limitato visto che l’Hosting non puoi gestirlo tu stesso.

OpenCart: è open source, è abbastanza semplice sa configurare e da utilizzare. Usato sia in Italia che nel panorama mondiale. È ideale per piccole aziende, liberi professionisti che non vogliono comunque rinunciare alla qualità.

Virtuemat: È un estensione di Joomla. È concepito per gestire funzionalità di e-coomerce al suo interno, un po come WooCommerce, ma meno conosciuto, visto anche un ecosistema, quello di Joomla non troppo facile da gestire e capire.

Uno sguardo oltreoceano:

Questi sono tutti i CMS che si stanno facendo strada nella battaglia E-Commerce, qualcuno come BigCommerce calca la strada come quella di Shopify e sta crescendo rapidamente in quanto ad uso.

Qui buttiamo uno sguardo sul futuro.

Il grafico mostra i CMS più usati nella 1 Top Milion Sites Globale.

 

Uso dei CMS per E-commerce - classifica 1 Top Milion Sites
Uso dei CMS per E-commerce – classifica 1 Top Milion Sites

Demandware: questa soluzione (adesso Salesforce) completamente ospitata consente di gestire un potente negozio di e-commerce nel cloud. I commercianti che utilizzano Demandware non dovranno preoccuparsi molto della manutenzione e dello sviluppo della piattaforma poiché sono completamente ospitati dall’azienda (sebbene ciò possa limitare un po ‘la tua libertà).

Uno dei punti di forza di Demandware è che è stato progettato pensando ai rivenditori omnichannel e ha funzionalità che consentono ai commercianti di vendere facilmente attraverso negozi fisici e digitali.

Oracle Commerce: questa soluzione di e-commerce aziendale può essere implementata in locale o può essere ospitata da Oracle e da terze parti. Dispone di funzionalità che possono essere vantaggiose sia per i Merchants B2B che B2C e include potenti funzionalità che consentono di vendere prodotti più complessi e offerte ricche di dati.

Oracle Commerce consente inoltre agli utenti di personalizzare facilmente siti e campagne offrendo loro la possibilità di avviare in modo efficiente siti per più marchi e mercati.

BigCommerce:  Utilizzato sia dai grandi che dai piccole aziende, BigCommerce offre funzionalità come un sviluppatore di siti, opzioni di spedizione, Analytics e altro ancora.

Consente inoltre ai commercianti di vendere su altri siti e piattaforme, tra cui eBay, Amazon, Facebook, Google Shopping e Square. Inoltre ha un pulsante Acquista per abilitare le vendite su blog, e-mail e altro.

Inoltre, BigCommerce ha un’offerta B2B integrata per grossisti e commercianti che vendono ad altre aziende.

BigCommerce è completamente ospitato, quindi la società gestisce tutta la manutenzione e gli aggiornamenti della piattaforma. Da noi però non è ancora diffuso, anzi molto probabilmente è una novità in questo articolo.

Drupal Commerce:  Questo è un framework di e-commerce open source che consente agli utenti di creare negozi e applicazioni online su Drupal. Drupal Commerce è altamente flessibile e offre centinaia di moduli che consentono agli utenti di migliorare ed estendere le sue funzionalità.

C’è anche Commerce Kickstart, “una distribuzione di Drupal Commerce ricca di funzionalità che lo rendono più completo, più veloce da avviare e più facile da amministrare”.

Volusion: lo citiamo, ma da noi è completamente sconosciuto, però è un’altra popolare soluzione di e-commerce oltre oceano. Volusion consente ai commercianti di creare negozi online, mostrare i loro prodotti e ricevere pagamenti su un’unica piattaforma.

Viene fornito con funzionalità standard tra cui progettazione di siti, software per carrello della spesa, strumenti di marketing e altro ancora.

Soluzioni proprietarie: sono piattaforme di e-commerce sviluppate in base alle specifiche delle aziende, che spesso offrono sistemi complessi ed evoluti. Esempio: Yoox, Amazon, Alibaba ec…

 

Online Marketplaces

 

Le transazioni e-commerce possono anche avvenire sui “mercati” o piazze online, i famosi Marketplace, siti che facilitano le transazioni tra commercianti e clienti.

Molti marketplace online non possiedono inventario; piuttosto, collegano semplicemente acquirenti e venditori e danno loro una piattaforma su cui fare affari.

Alcuni dei principali mercati online sul web sono:

  1. Amazon: Amazon è uno dei più grandi mercati online del mondo, che offre un’ampia selezione di libri, elettronica, abbigliamento, accessori, prodotti per bambini e altro ancora. A partire dal 2015, c’erano oltre 2 milioni di venditori di terze parti sul sito e, secondo Amazon, questi venditori hanno venduto 2 miliardi di articoli nel 2014.
  2. eBay – eBay è un altro popolare mercato online che collega commercianti e acquirenti, facilitando l’e-commerce B2B, B2C e C2C. eBay offre prodotti in diverse categorie, tra cui elettronica, automobili, moda, oggetti da collezione e altro ancora. I merchant di eBay possono anche organizzare aste che consentono agli acquirenti di fare offerte sui prodotti. Ciò consente la possibilità di vendere articoli al di sopra del valore di mercato.
  3. Etsy – Etsy è un mercato online specializzato in prodotti fatti a mano, vintage e unici nel loro genere. Milioni di venditori indipendenti usano Etsy per mostrare e vendere le loro creazioni e le persone (sia acquirenti che venditori) adorano il sito per la sua atmosfera incentrata sulla comunità.
  4. Alibaba – Alibaba è un mercato online per grossisti, produttori, fornitori e importatori / esportatori. È un sito efficace che consente agli utenti di trovare venditori e acquistare merci sfuse.
  5. Farfetch – Non ha bisogno di presentazioni. Il più grande Marketplace al mondo dell’alta moda. Ad oggi sono oltre 700 le boutique presenti sulla piattaforma. Magari ti starai dicendo cosi poco? Su Amazon milioni e qui 700? Prova a dare uno sguardo ai prezzi e poi capirai di che boutique parliamo.
aprire un e-commerce su MarketPlace
Il Marketplace Farfetch

Potremmo andare avanti all’infinito, ma vogliamo portare avanti la guida!

 

Aprire un E-commerce per una Nicchia di Mercato

 

Non è bello aprire un e-commerce con migliaia di prodotti, decine di categorie e poi nessuno viene sulla vostra piattaforma per acquistarle!

A meno che tu non abbia un budget enorme, non puoi essere il prossimo Eataly, Amazon, Yoox, Luisaviaroma ecc…, inizialmente devi concentrarti su una nicchia per gestire un negozio online di e-commerce redditizio.

Scegliere la tua nicchia, è il passo più importante per aprire il tuo negozio online. Inizia questo processo identificando quei siti di successo che già lavorano in quello spazio. Assicurati che l’area  e che tu stesso siate competitivi – un’assenza di concorrenza di solito indica, che non esiste nemmeno un mercato.

Non scegliere una nicchia eccessivamente affollata, dominata dai grandi marchi. Sarà tutto più complicato e in salita, avrai bisogno di grandi budget.

Ci sono tante domande chiave che qui possono aiutarti a identificare meglio la tua nicchia:

Chiediti ad esempio, su quale canale digitale trascorrono di più il loro tempo i miei clienti ideali? In che orari? Quali sono le loro esigenze? Io sto risolvendo un loro problema specifico? Quali sono i miei punti di forza? Dove non posso competere? Cosa poso offrire in più rispetto ai competitor?

Spesso la maggior parte pensa solo a fare il proprio e-commerce per poi sbattere la testa proprio contro queste domande, senza trovarne risposta. E solo solo alcune domande….

 

Le Buyer Personas  prima di aprire l’E-commerce

 

Ora che hai identificato una nicchia e un modello di business, potresti essere tentato di iniziare a cercare prodotti da vendere. Non farlo. Prima di pensare alle idee di prodotto, pensa alle persone. Non puoi aspettarti che le persone acquistino il tuo prodotto se non sai a chi stai vendendo.

Ricordi le domande di sopra? Bene, adesso qui si fa più dura!

  1. Chi sei?
  2. Cosa rappresenta il tuo negozio online?
  3. Chi sono i tuoi clienti ideali?
  4. A chi stai vendendo?
  5. Ce ne sono tante di domande…

Perciò ti consigliamo di approfondire l’argomento:

👉 Buyer Personas per aziende, PMI ed E-commerce – Cosa sono e Come Crearle.

La Buyer Personas del tuo negozio online deve corrispondere alle aspettative dei tuoi clienti e ai prodotti che vendi.

Devi proiettare un’immagine coerente del tuo marchio. Un’azienda di semi biologici che inizia a vendere fertilizzanti convenzionali non durerebbe a lungo.

 

Marchi, loghi, Burocrazia e adempimenti fiscali per aprire il tuo negozio online

 

Se vuoi avviare un’attività di successo, hai bisogno di un marchio che si integra con la tua Personas, che abbia determinati valori, un tono di voce e via dicendo.

Identificare la tua persona rende più semplice la costruzione di un marchio per e-commerce. Colori, font, UX, UI sono aspetti importanti troppo spesso sottovalutati.

Se hai il budget, potresti voler assumere una agenzia di web di marketing per creare un brief di progettazione e strategia.

Facciamo una carrellata di alcuni passaggi fondamentali da effettuare per come aprire un e-commerce:

 

#Passaggio 1: Pensa al naming, al logo e poi registra tutto.

 

Scegli un nome commerciale, crea un logo unico e riconoscibile, poi registra la tua azienda.

Per quanto affollato sia diventato oggi il web, questa è una cosa di cui in molti si dimenticano. Dovrebbe essere tua premura registrare i vari nomi, loghi della tua creatura.

TI metterà in una botte di ferro, quando qualcuno dovesse pensare di fare il furbo spacciandosi per te! E ricordati anche di controllare se esiste già.

Nel momento in cui pensi al naming, assicurati di effettuare ricerche circa i domini da registrare che sia disponibili. Scegli un ottimo hosting che sia all’altezza della tua creatura. Non scegliere in base al prezzo o ne pagherai le conseguenze dopo.

Ti consigliamo hosting su SSD… Il tuo sito di e-commerce deve essere veloce, sicuro ed affidabile.

 

#Passaggio 2: Aspetti Fiscali e Burocratici per aprire un negozio online

 

Assicurati di rispettare tutte le norme burocratiche per avviarne uno. La Direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio dell’8 giugno 2000 o meglio – («Direttiva sul commercio elettronico»), dice, che chiunque può avviare un attività di e-commerce senza autorizzazioni preventive, purché si rispettino i requisiti professionali per lo svolgimento di talune attività.

Per questo dovrai fare un salto dal tuo commercialista o dall’Agenzia delle Entrate per p.iva, codici ateco per la giusta categoria, più tutte le forme di inquadramenti fiscali che restano di competenza del commercialista e di come vuoi inquadrare il tuo negozio online.

La gestione di un negozio online non ti esclude dalla necessità di determinate licenze e autorizzazioni commerciali. Verifica con il commercialista quali tipi di licenze di imposta sulle vendite o licenze per le attività di e-commerce sono necessarie.

Ottienile prima di iniziare a operare.

 

#Passaggio 3: Trova I Fornitori Giusti

 

Avrai molta concorrenza nella vendita di prodotti online, quindi è nel tuo interesse trovare la migliore qualità e i migliori prezzi per i prodotti che vendi o i materiali che usi per creare i tuoi prodotti.

Fai ricerche finché non trovi un fornitore con cui vuoi fare affari a lungo termine, incluso il tuo software di e-commerce.

Prevedi tutti software collaterali che ti serviranno per svolgere tale attività:

  1. Marketing Automation,
  2. Email Marketing,
  3. Content Marketing,
  4. Software Gestione Magazzino,
  5. SaaS,
  6. CRM,
  7. Chatbot

Insomma avrai un bel po’ da fare. E non dimenticarti dell’agenzia, delle persone e via dicendo.

 

⚠ #Passaggio 4:  Creazione Del Business Plan

 

Questo è il passaggio fondamentale e più importante, che la maggior parte delle minchiette lì fuori non prende nemmeno in considerazione. Ora questo passaggio, rientra anche nel punto 3.

Prima di diventare il prossimo Jeff Bezos (e sicuramente prima di lasciare il lavoro!), devi dedicare un po ‘di tempo a pensare a un piano aziendale.

Non penserai mica, che Jeff non avesse un piano in mente? Un azienda di successo non la costruisci tanto per provarci? Devi avere in mente l’obiettivo finale e un piano a cui attenerti. A cui tornare quando le cose non vanno per capire dove hai sbagliato.

In troppi ormai si lavano la bocca con la favoletta Amazon, Apple e compagnia bella…

Se non hai messo le tue idee, domande e preoccupazioni su carta, allora non hai pensato abbastanza al tuo modello di business.

Il Business Plan ti aiuterà a facilitarti il percorso. È vitale per la riuscita del progetto.

Può farti risparmiare molto tempodenaro a lungo termine, preparandoti meglio per potenziali sfide e opportunità che dovrai affrontare come imprenditore per la prima volta!

 

#Passaggio 5:  Creazione di un Disclaimer, una solida Privacy Policy, Coockie e condizioni generali di vendita

 

Proteggi il tuo lavoro e i tuoi contenuti, sopratutto se destinerai un budget allo sviluppo di contenuti per il tuo marketing e foto.

In molti si dimenticano di questo aspetto, ti servirà un avvocato con le p***e esperto in materia, se non vuoi vedere il tuo budget su altre piattaforme.

La Privacy Policy deve essere una cosa fondamentale del tuo e-commerce, devi raccogliere e registrare i consensi degli utenti che hanno deciso di lasciarti i loro dati. Ti servirà anche per tutte le attività di Marketing diretto e dovranno essere messi al sicuro.

Coockie e condizioni generali di vendita non devono mancare. La maggior parte degli E-commerce italiani se ricevessero dei controlli, sarebbero da galera immediata!

Oggi l’utente lascia con molta più cautela il proprio indirizzo email.

 

Quindi, come aprire un negozio online di e-Commerce?

 

Prima di aprire un negozio online, quello descritto di cui sopra, è una lista di passaggi da tenere a mente prima di tuffarti nell’avventura.

Questi secondo noi gli aspetti base prima di iniziare a fare e-commerce, inutile dirti cosa devi mettere sulla Home Page, cose come i i dati relativi all’attività, al codice REA ecc… Ci sono svariati articoli che addirittura parlano che puoi mettere su un e-commerce con 600/700 euro.

Francamente non sappiamo come si faccia ad illudere il lettore con cifre letteralmente inventate. Capiamo perfettamente il momento storico del nostro paese e che tutti siano attirati dal prezzo basso. Quindi piazzare un servizio dal basso valore è facile.

Una volta c’erano i fogli gialli che vendevano “servizietti” di cui non si è letto mai un caso di successo aziendale! Chissà! Oggi ci sono quei quattro bacucchi che cantano in video! Hai già capito! Non li citiamo perché altrimenti gli regaliamo anche la mentions…

Ma questo è un settore in cui ti fai parecchio male, se non pianifichi e investi un budget consistente su medio e lungo termine. Altrimenti sei libero di fare e accodarti a quell’80% degli e-commerce italiani che chiudono il primo anno! Si hai letto bene. Questa è la situazione nel nostro paese

Fatto questo, ti consigliamo di avere redatto e steso un ottimo business plan per avere sempre monitorati progressi, obiettivi e step da realizzare.

La scelta da fare per aprire un e-commerce è se usare una piattaforma preesistente o creare un tuo sito web sul quale far funzionare un CMS per la vendita. Nel primo caso i costi sono spesso minori, ma se intendi fare del tuo e-commerce un’attività stabile, probabilmente dovrai considerare la seconda opzione.

Assicurati di scegliere un dominio che ti consenta delle performance adeguate alla gestione del negozio online. Imposta anche un nome di dominio coerente con il nome del tuo negozio, che ti renda facilmente riconoscibile. Gestisci il tuo shop, personalizzalo, organizzati per spedizioni e resi.

In questo articolo non tratteremo la SEO per E-commerce che merita un discorso a parte perché è uno step successivo dal momento in cui stai costruendo la tua piattaforma.

La maggior parte degli E-Commerce italiani è afflitta proprio dal problema SEO e da una non corretta ottimizzazione dei prodotti. Detto questo, però ci sono altri aspetti che vorremo dirti e che devi tenere in considerazione prima di iniziare

Questi influiranno decisamente sul tuo budget a disposizione.

 

Marketing Automation per aprire un negozio online

 

Locuzione difficile per indicare qualcosa che ti semplificherà la vita: la marketing automation include tutti quei tools e quelle metodologie che ti permettono di automatizzare il marketing verso i potenziali clienti, in maniera sempre più personalizzata grazie all’analisi dei dati e dei comportamenti degli utenti.

Ora, ci pensi a riuscire a gestire in maniera automatizzata ma personale il workflow di un e-commerce, che richiede molti step, dalla pubblicizzazione, alla vendita, alla spedizione, al recupero di carrelli abbandonati, all’individuazione dei gusti del cliente? Per fortuna, esistono dei tools che ti permettono di farlo in maniera piuttosto agevole.

E qui i prezzi salgono notevolmente! si può andare da circa 29 € al mese al licenze software di migliaia di euro l’anno. Il costo viene determinato dal numenro di utenti iscritti in database e alle funzioni che vuoi usare.

Più utenti, più sale il costo!

 

I ChatBot

 

Secondo ferro del mestiere: il chatbot è un robot che chatta, letteralmente. Si tratta di software programmati per interagire in una conversazione con il cliente. Insomma, i degni commessi di un negozio virtuale!

Nell’e-commerce si rivelano molto utili, infatti, per l’assistenza dei clienti, per rispondere alle domande più frequenti, per dare indicazioni di massima. È ovvio che non potrai lasciare il cliente del tutto nelle mani di un bot, ma installare un chatbot nel tuo shop online vuol dire, di fatto, garantire un’interazione h24 con i visitatori.

 

I tools per monitorare i risultati

 

Quando si parla di tools per monitorare i risultati di un e-commerce, non si parla solamente di risultati di vendita. Il negozio online richiede infatti una serie di strategie di marketing digitale, che a loro volta richiedono di essere monitorate e valutate.

Il monitoraggio, infatti, è il miglior sistema per comprendere cosa stiamo facendo bene e cosa stiamo facendo male. Se in un negozio reale servissimo un cliente e lo vedessimo tornare ogni giorno ad acquistare da noi, potremmo dire che si tratta di un cliente soddisfatto e fidelizzato.

I tools di monitoraggio dei risultati, allo stesso modo, ci informano sui comportamenti dei clienti e potenziali clienti online, ma anche sui loro gusti e su quanta presa hanno fatto le nostre scelte di marketing, inclusi il pricing, il posizionamento ecc.

Software più completi e complessi, hanno costi decisamente importanti, facciamo un esempio che i primi mesi volessi monitorare i tuoi progressi SEO con uno strumento come SemRush. Il suo costo va dalle 99 € alle 400 € al mese, in base a cosa vuoi farne, alle pagine che vuoi monitorare, agli utenti che vuoi farci lavorare.

Ci scommetto che non te l’aspettavi? Prendi quel costo e moltiplicalo per mesi….

 

Le newsletter per vendere di più

 

Croce e delizia di chi fa content marketing, le newsletter sono tanto indispensabili quanto difficili da gestire con successo. Per chi vende online, si tratta comunque di strumenti di promozione imprescindibili.

Se è difficile evitare di essere ignorati, ci sono comunque alcune accortezze che si possono usare per avere successo, come per esempio personalizzare le mail per il cliente a seconda dei suoi gusti. Questo ci riporta dritti alla marketing automation, che ci permette proprio questo genere di operazioni. Ad esempio, puoi proporre un prezzo scontato sugli articoli che il potenziale cliente aveva messo nel carrello, senza poi acquistarli.

Idem i costi vanno in base ad utenti nel database, email che vuoi inviare al mese. E questo è uno strumento che ti servirà sempre.

 

Il content marketing per l’e-commerce

 

Il discorso delle newsletter rientra in un contenitore più ampio che è quello del content marketing: il sale del marketing digitale. I contenuti sono i nuovi grandi attori del web e un contenuto con un alto tasso di engagement può cambiare la storia delle conversioni del tuo e-commerce.

Puoi proporre una strategia di articoli di blog, per esempio, o contenuti social, incluse immagini e video. Anche in questo caso la marketing automation ti permetterà di personalizzare in maniera rapida i contenuti a seconda dell’utenza a cui sono rivolti, migliorando le tue performance di vendita. Alcune correnti di marketing, come per esempio l’Inbound marketing, percorrono proprio questo filone e i risultati sono davvero promettenti.

Qui l’investimento sale considerevolmente. Produrre contenuti non è da tutti e devi avere una strategia e un calendario editoriale programmato in maniera perfetta, o ti spezzerai il collo nel breve termine.

Quando si pensa al blog, molti lo vedono come una cosa stupida, dal basso valore aziendale e che non costi nulla. Possiamo garantirti che non è cosi!

Quindi pensaci bene, perché avrai bisogno non appena aprirai il tuo E-commerce

 

Conclusione: Occhio agli stronzi

 

È stata una lunga chiacchierata e nonostante ciò, ci sarebbero un milione di cose da dirvi. L’argomento E-commerce è quasi impossibile trattarlo solo in un singolo articolo, se vuoi sapere altro prova a farti un giro sul blog.

Però una cosa vogliamo dirvela, li fuori ci sono tanti stronzi. In tanti fanno passare che per avere o fare E-commerce basti un budget di 600-1000, perfino testate giornalistiche fanno passare questo messaggio rovinando così molte aziende.

Quindi cosa fanno questi signori, deprezzano il settore, denigrando agenzie e consulenti, poi però, ti chiedono migliaia di euro per un articolo sui loro portali in modo da avere backlink autorevoli! Eh si! Qualcuno potrebbe chiederti anche 25.000 € per un articolo Native in cui comparirà solo il nome del tuo negozio, senza link! 🤔

O anche, come quelli che fanno E-commerce con la paghetta da chierichetto! Ma chiedete a queste persone se sanno cosa significa fare azienda, se hanno pianificato, se hanno una strategia di ritorno.

Ma la domanda che dovreste farvi è: ma se fanno un prezzo cosi basso, o ci vuole un piccolo budget, ma allora perché le grandi aziende non vanno da loro? Perché continuano a investire? Perché riescono ad vere le cose migliori? Oppure se quell’azienda ha investito 600 € per un e-commerce quale sarà il suo ritorno? Ci sarà stato il ritorno?

Ricorda: ogni cosa che viene fatta online è monitorata e può essere recuperata anche a ritroso nel tempo, con strumenti di software Analytics giusti. Online non scappi, puoi sapere anche quante visite fa un tuo competitor o come scrive gli annunci PPC, che tecnologia e software usa per il proprio sito, quale canale gli porta traffico e via dicendo.

Il fare E-commerce è un sistema di business molto complicato in cui un azienda rischia di farsi veramente male, sopratutto, quando sbatte la testa contro i competitor che investono migliaia di euro in piattaforme e marketing online.

Insomma, questa era la nostra mini guida su come aprire un e-commerce e se sei arrivato fin qui ti diciamo semplicemente grazie per averci ascoltati. Alla prossima.

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